Come funziona la prescrizione per le bollette dell’acqua?

Dal 1° gennaio 2020 si può chiedere la prescrizione (che passa da 5 a 2 anni) anche per le bollette dell’acqua nel caso di ritardi rilevanti o di importi anomali e troppo cari.

L’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, infatti, ha approvato una delibera che stabilisce una frequenza minima mensile delle fatturazioni, proprio per evitare che le bollette siano troppo ravvicinate. Inoltre, nelle bollette vanno indicate anche le tempistiche dei consumi per mostrare chiaramente quello che si sta pagando.

Per verificare se l’importo addebitato in bolletta sia corretto, il primo passo da è controllare che i metri cubi addebitati siano quelli effettivi grossomodo e corrispondano a quanto registrato sul proprio contatore. Il reclamo va sempre presentato in forma scritta e tramite i canali di contatto con i clienti indicati in bolletta e sul sito web dell’azienda fornitrice (che ha 30 giorni solari di tempo per fornire al cliente una risposta scritta motivata).

In caso di perdita della bolletta è possibile richiedere un ricalcolo degli importi con il sistema della depenalizzazione tariffaria. Va specificato che non è prevista una procedura uguale per tutti i gestori e su tutto il territorio nazionale, bisogna quindi accertarsi presso il proprio gestore quali siano le modalità da seguire.

Nel caso di una bolletta con importo troppo alto, sempre che non si tratti di un conguaglio, si può presentare reclamo al gestore del servizio idrico per chiedere una verifica del contatore. Una volta presentato il reclamo al gestore idrico, prima di procedere per vie legali chiedendo l’intervento del Giudice di Pace, potete tentare una risoluzione bonaria della controversia attraverso una procedura come la conciliazione.

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