Decreto fiscale 2019 e fatturazione elettronica, le novità

Il decreto fiscale è stato convertito in legge dalla Camera, che ha approvato senza modifiche in seconda lettura il testo definito dal Senato. Sul via libera il governo ha posto la questione di fiducia che è passata con 310 voti favorevoli, 228 contrari e 4 astenuti. Al voto finale il decreto ha ottenuto 272 voti favorevoli e 143 contrari. Tra i temi contenuti nel provvedimento c’è la fatturazione elettronica. Vediamo quanto previsto in merito.

E’ stato confermato l’avvio della fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2019, sospendendo però le sanzioni per ritardi nel primo semestre. Quando il decreto fiscale era all’esame della commissione finanze del Senato, il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, aveva detto: “Non vogliamo differire l’entrata in vigore. Stiamo lavorando per vedere di arrivare fino a settembre per il sistema sanzionatorio, in modo da contemperare le esigenze di chi deve emettere la fattura e può essere in difficoltà”.

La stessa sanzione viene ridotta poi al 20% per le fatture emesse nel trimestre successivo del periodo d’imposta e fino al 30 settembre per chi effettua la liquidazione mensile. Esclusi dall’obbligo nel 2019 gli operatori sanitari che utilizzano la tessera sanitaria per la precompilata. Abolita la numerazione progressiva. Dal 1° luglio, poi, le fatture devono essere emesse entro 10 giorni dall’operazione e registrate entro il 15 del mese successivo all'emissione.

Fattura elettronica 2019, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Dal 2019 anche i professionisti saranno obbligati ad emettere fatture elettroniche anche ai cittadini senza partita Iva. Come spiegato dall’Agenzia delle Entrate nelle Faq pubblicate in merito, in base a quanto sancito dall’art. 1 del d.Lgs. n. 127/15, l’operatore Iva residente o stabilito è obbligato ad emettere la fattura elettronica anche nei rapporti con i consumatori finali (B2C) e a consegnare agli stessi una copia della fattura elettronica emessa, in formato analogico o elettronico, salvo che il cliente non rinunci ad avere tale copia.

Tanto i consumatori finali persone fisiche quanto gli operatori che rientrano nel regime forfettario o di vantaggio, quanto i condomini e gli enti non commerciali, possono sempre decidere di ricevere le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori comunicando a questi ultimi, ad esempio, un indirizzo Pec (sempre per il tramite del Sistema di Interscambio).

Gli operatori identificati (anche attraverso rappresentante fiscale) in Italia non hanno, invece, l’obbligo di emettere le fatture elettroniche; di conservare elettronicamente quelle ricevute nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la Pec ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche.

Per quanto riguarda le fatture ricevute da un soggetto passivo Iva che rientra nel regime forfettario o di vantaggio a partire dal 1° gennaio 2019 non sussisterà più l’obbligo di comunicazione “spesometro”.

Fattura elettronica 2019, la guida dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una guida, scaricabile in formato Pdf, in cui vengono specificate le regole definite nel provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 pubblicato sul sito internet della stessa Agenzia delle Entrate.

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