Imu agricola, il tar fa dietrofront sulla sospensiva: è rischio scadenza per il 26 gennaio

Si torna a parlare di imu agricola. Il tar ieri avrebbe dovuto decidere se confermare la sospensione del regolamento varato dal tesoro, ma il tutto si è concluso con un nulla di fatto. Torna in auge dunque la scadenza del pagamento fissata per il 26 gennaio

Il tema è caldo e tutto può accadere, ma quel che è certo è che durante la camera di consiglio il presidente filoreto d'agostino ha accolto la tesi dell'avvocatura dello stato, secondo cui il mancato pagamento avrebbe comportato uno sforamento del patto di stabilità europeo mostrando il fianco a una possibile procedura di infrazione

Il tar ha quindi deciso di non intervenire, ma - secondo quanto riferito a Italia oggi dall'avvocato Antonio bartolini, il quale ha assistito l'anci Umbria e le altre anci regionali che hanno impugnato il decreto - ha anche invitato il governo a far qualcosa per evitare una bocciatura in occasione della discussione nel merito del ricorso

Il problema è di natura contabile: dire addio a quanto disposto dal dm del 28 novembre 2014 può essere possibile solo per il futuro. Secondo il governo le nuove regole stabilite dal decreto interministeriale avrebbero consentito ai comuni di incassare un gettito extra pari a 350 milioni di euro, cifra che è stata tagliata in anticipo ai sindaci per finanziare parte del bonus da 80 euro

Il caos non è di poco conto e, a quanto pare, il governo sta pensando a un decreto legge correttivo, che però non risolverebbe il problema del 2014. Secondo quanto affermato dallo stesso sottosegretario all'economia, Enrico zanetti, un passo indietro renderebbe necessario reperire risorse finanziarie compensative del minor gettito rispetto ai 350 milioni previsti

Ricordiamo che, con il decreto n. 6651/2014 depositato il 22 dicembre, il tar del Lazio aveva sospeso fino al 21 gennaio il decreto interministeriale del 28 novembre 2014 sull'esenzione dall'imu per i terreni agricoli montani, per assoluta incertezza dei criteri applicativi, irragionevolezza dell'imposizione, effetti gravi sul pareggio di bilancio dei comuni, dissesto, pesanti conseguenze sull'erogazione dei servizi, ristrettissimi tempi per la riscossione del tributo e palese violazione delle norme a tutela del contribuente in materia di retroattività

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