#iorestoacasa con il MAXXI, il messaggio di Renzo Piano: "Ci sarà da costruire un futuro migliore

Il celebre architetto Renzo Piano ha partecipato al progetto #iorestoacasa con il MAXXI. E tramite un videomessaggio ha affermato: "Ci sarà da costruire un futuro migliore e gli architetti hanno ruolo importante".

Il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma ha lanciato il progetto #iorestoacasa con il MAXXI, aprendo "di più le sue porte online con un’offerta culturale ricca e varia su tutti i suoi canali social, all'insegna della condivisione e dell'inclusione".

Ecco il messaggio di Renzo Piano:

"Ciao ragazzi, sono Renzo Piano. Sono a Parigi, a casa, come tutti. La città è deserta, oggi c'è un bel sole. Volevo dare un messaggio a tutti voi, a tutti voi giovani soprattutto che oggi potreste essere al MAXXI e invece non ci siete perché tutti i musei sono chiusi. E' triste, è uno degli aspetti più terribili di quello che sta succedendo, che non ci si può più incontrare, per il momento. E vedete, non potersi più incontrare in un centro culturale, in un museo, è drammatico perché sono luoghi fatti apposta per stare insieme, per tirarsi su, per condividere dei valori. L'arte, la cultura, il sapere la conoscenza, gli amici. Sono luoghi fatti apposta, sono luoghi civici, di civiltà. Quindi è doloroso e non so cosa dirvi, semplicemente volevo partecipare a questa angoscia con voi. Però non angosciamoci troppo, perché ci sarà da costruire un futuro migliore.

E qui allora vorrei parlare in particolare ai ragazzi che sono architetti o vogliono fare gli architetti e hanno a cuore i destini dell'ambiente. Chissà, forse siete voi che dovete salvare il mondo. A me non è riuscito. La mia generazione non è riuscita. Però voi potete farlo. Perché è evidente che succederà qualcosa e non potrà essere che in meglio perché la consapevolezza che il mondo è fragile c'era già, c'è già. E' su questa constatazione che si è aperto il nuovo Millennio. E' così. L'architettura già è questo. L'architettura, l'arte del costruire, oggi è già costruire edifici che respirano e che non consumano troppa energia. Anzi, che vivono con l'ambiente. E questa fragilità, in qualche maniera, questa sensibilità degli edifici non è soltanto un obbligo, non è soltanto un qualcosa di negativo, è in realtà una nuova frontiera espressiva. La leggerezza, la trasparenza, la sensibilità degli edifici come scrittura degli edifici, come modo di esprimersi, come modo di essere. La loro leggerezza, il loro partecipare nell'ambiente, è una cosa che era già prima nell'aria. Lo sapevamo già. Che la Terra sia fragile lo sapevamo e questa pandemia ne è una delle prove. E' una fragilità di cui tutta l'umanità deve prendere atto. Però da questa fragilità bisogna uscire migliori.

Quindi sappiate cari architetti o futuri architetti che c'è molto da fare. Non è una guerra per fortuna. Non si tratta di ricostruire dopo una guerra, ma si tratta certamente di costruire un mondo migliore. E il ruolo degli architetti, dei costruttori del domani, è un ruolo molto importante. Quindi condivido con voi questo momento di tristezza, ma ci vuole anche coraggio e state tranquilli, tutti assieme lo troveremo. Vi abbraccio tutti quanti. E tornate al museo, appena le porte si riaprono venite subito di corsa. Grazie ragazzi, a presto".

Efterlad Din Kommentar

Please enter your comment!
Please enter your name here