Jobs act autonomi, quali sono le novità del testo

A novembre il Senato ha dato il via libera al Jobs act degli autonomi, adesso il provvedimento che disciplina il lavoro di partite Iva e professionisti dopo aver subìto uno stop dovuto dalla crisi di governo riparte dalla Camera. Ad esaminare il testo la Commissione Lavoro, le audizioni si apriranno a partire dal prossimo 10 gennaio. Vediamo quali sono le novità.

Il testo, ad oggi, prevede:

- la possibilità di detrarre al 100% le spese di formazione, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità; le spese potranno essere portate in detrazione nel limite di 10.000 euro annui e dovranno essere relative a convegni, congressi, corsi di aggiornamento professionale; nel caso dei costi di formazione per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno dell’autoimprenditorialità è prevista la deducibilità integrale, ma in questo caso il limite di deducibilità in valore assoluto è fissato in 5.000 euro;

- nuove regole per congedo parentale e maternità obbligatoria; il congedo di maternità potrà essere fruito anche continuando la prestazione lavorativa; professionisti e partite Iva iscritti alla gestione separata potranno usufruire dei congedi parentali per un periodo massimo di 6 mesi ed entro i primi 3 anni del bambino, i lavoratori autonomi potranno sospendere l’attività lavorativa per non più di 150 giorni all’anno.

- nuove regole per gli iscritti alla gestione separata Inps; per malattia o grave infortunio il lavoratore autonomo può sospendere il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi, ma per un massimo di 2 anni; per i lavoratori autonomi è previsto un piano di welfare in caso di perdita di reddito indipendente dalla propria volontà o di gravi malattie oncologiche; per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva ma non dotati di Albo professionale di categoria e di Cassa previdenziale, l’aliquota contributiva versata alla Gestione separata dell’Inps è ridotta al 25%.

Il provvedimento vuole introdurre, inoltre, nell’ordinamento italiano lo smart working, il cosiddetto “lavoro agile”. In questo caso, saranno le parti del contratto a definire le modalità di prestazione di lavoro agile. Al lavoratore che svolge la propria prestazione da remoto dovrà comunque essere garantito lo stesso trattamento economico e normativo dei colleghi che svolgono la stessa mansione all’interno dei locali aziendali, così come potrà beneficiare della detassazione del premio di produttività, della tutela per infortuni e malattia professionale.

C’è poi l’idea di inserire nei Centri per l’impiego uno sportello dedicato proprio ai lavoratori autonomi, per garantire maggior incontro tra domanda e offerta e fornire le indicazioni per la partecipazione ad appalti pubblici e concorsi.

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