Prefabbricazione o come avere una casa il 30% più economica, costruita in metà del tempo e di migliore qualità

Spostare la costruzione di una casa dal cantiere alla fabbrica. E' questa la chiave per avere un immobile che ci costi il 25% in meno, sia costruito in metà del tempo e sia di migliore qualità. Ma non solo. E' la soluzione ottimale per rigenerare un patrimonio edilizio come quello italiano, ormai vetusto, e che nell'era dell'edilizia off site può trovare finalmente una nuova vita.

L'edilizia off site - che lascia il cantiere per tornare in fabbrica - è stata al centro della tradizionale convention di REbuild, che ha riunito esperti nazionali e internazionali il 22 e 23 giugno a Riva del Garda. Nell'era dell'edilizia 4.0 la produzione si sposta dal cantiere per ritornare in fabbrica. Qui grazie all'aiuto della tecnologia è possibile una costruzione che risparmi su tempi, costi e produca migliori risultati. L'industrializzazione dei processi costruttivi non implica pero' la perdita dell'unicità di ogni abitazione. "Non costruiamo due abitazioni uguali" ha affermato Joan Artés che con la sua "Casa por el tejado" costruisce case prefabbricate sui tetti delle abitazioni di Barcellona e di molte capitali europee. L'architetto catalano è stato uno delle stelle invitate a questa edizione di REbuild che ha visto tra i relatori anche Giovanni Spatti, presidente dell'italianissima WBFactory Srl, che ha industrializzazione la zionproduzione di hotel prefabbricati da esportare in tutta Europa. A dimostrazione che esempi virtuosi nel campo della prefabbricazione sono presenti anche nel nostro Paese.

Contesti diversi, diverse tecnologie

A fare gli onori di casa ancora una volta c'era Thomas Miorin, fondatore di REbuild che ha sottolineato come le nuove tecnologie abbiano una straordinaria capacità di adattamento non solo ai contesti più diversi, ma anche alle più diverse tecniche costruttive. "E' possibile fare edilizia 4.0 con il legno, con l'acciaio e anche con il cemento: la flessibilità delle opzioni è un tratto costituitivo della nuova industria delle costruzioni". Il tutto con un notevole abbattimento dei costi e dei tempi di esecuzione. Secondo Ezio Miceli, presidente del comitato scientifico di REbuild: "i costi possono ridursi dal 25 al 33% e i tempi di consegna dal 30% al 50%, secondo le prime stime disponibili"

Secondo Miorin, inoltre: "l’edilizia off-site dimostra di saper declinare altissima qualità a costi contenuti, industrializzazione con varietà, sostenibilità e qualità architettonica, nuove competenze con automazione, soluzioni per la rigenerazione delle nostre città con inedite possibilità di export".

Il tutto deve essere pensato con un'attenzione importante verso la domanda. Esempio ne è Saint Gobain, impresa che da anni utilizza le nuove tecnologie per ripensare il comfort delle residenze e dei luoghi di lavoro insieme all'Istituto Superiore di Sanità e ad Arap.

Edilizia off site per la rigenerazione

L'edilizia off-site deve essere la chiave di svolta non solo per le nuove costruzioni, ma che per la riqualificazione dell'esistente. In Italia l'88% degli immobili possiede una certificazione energetica peggiore della classe C, il 75% delle case ha più di 40 anni e il 42% degli edifici necessita di interventi di manutenzione immediati (5% condizioni pessime), straordinarie (41%), ordinari (54%). La vera sfida ad oggi nel nostro Paese è la rigenerazione delle tipologie più bisognose di intervento: i condomini degli anni 50 e 60 delle periferie delle nostre città.

Per il raggiungimento di questo obiettivo lavora il gruppo di Energiesprong Italia, che vuole riproporre nel nostro Paese l'esperienza di successo olandese. Partito con quattro aziende di costruttori, il progetto in Olanda ha portato alla rigenerazione di 111mila abitazioni, 2000 delle quali sono state convertite in edifici a consumo zero.

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