Scioglimento delle Camere: cosa succede in vista delle elezioni del 4 marzo

Con un decreto firmato dal presidente della Repubblica, sono state sciolte le Camere del Parlamento, mettendo la parola fine alla XVIII legislatura e dando ufficialmente inizio alla campagna elettorale. Ma cosa succederà adesso in vista delle elezioni già fissate per il prossimo 4 marzo?

La legislatura appena terminata, iniziata a metà marzo del 2013, è durata in carica quasi cinque anni, ovvero proprio il tempo stabilito dalla legge. La quale prevede che entro settanta giorni siano eletti i nuovi deputati e senatori. Nel periodo tra due legislature, il Parlamento mantiene i propri poteri.

Con lo scioglimento delle Camere inizia ufficialmente la campagna elettorale. Le liste dovranno essere presentate tra il 35esimo e il 34esimo giono prima delle elezioni, quindi tra il 29 e il 31 gennaio. Dal trentesimo giorno prima delle stesse possono tenersi i comizi e le riunioni di propaganda elettorale, mentre 15 gionri prima del voto è vietata la diffusione dei sondaggi.

La prima seduta delle nuove Camere avverrà a 20 giorni dalle elezioni, quindi il 23 marzo. Dopo le elezioni dei presidenti e delle commissioni, inizieranno le consultazioni per il nuovo governo. Il presidente del consiglio uscente, Paolo Gentiloni, si dimetterà, ma il Presidente della Repubblica lo confermerà per sbrigare gli affari correnti. Infatti non è previsto un periodo di vacatio dei poteri, ma il vecchio governo cessa solo nel momento in cui a giurare è il nuovo.

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