Società in house e bonus casa, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la risposta n. 393 l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazione edilizia e riduzione del rischio sismico per le società in house.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quando le società “in house providing” possono beneficiare di tali detrazioni fiscali, sottolineando che le detrazioni sono possibili solo per i lavori realizzati su immobili adibiti ad edilizia residenziale pubblica (Erp).

L’Agenzia delle Entrate ha innanzitutto spiegato che ai sensi dell’articolo 14, comma 2-septies e dell’articolo 16, comma 1-sexies.1., del D.L. n. 63 del 2013, le detrazioni previste per gli interventi di efficienza energetica e per gli interventi di adozione di misure antisismiche “...sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013...”, se realizzati “su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica (...)”.

L’applicazione delle citate disposizioni normative presuppone, quindi, l’esistenza di due requisiti:

  • a) soggettivo, essendo le stesse riservate, tra l’altro, alle società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013;
  • b) oggettivo, riguardando interventi di ristrutturazione edilizia e di efficienza energetica, su immobili di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Nel caso in esame, con riferimento alla sussistenza del requisito di cui al punto sub a), si ricorda che la questione legata alla qualificazione giuridica di società “in house providing” richiede “un’indagine di natura extratributaria e, come tale non ascrivibile alle prerogative esercitabili dall’Agenzia delle Entrate in sede di trattazione dell’interpello di cui alla legge n. 212 del 2000, che risponde all’esigenza di chiarire la portata e l’ambito applicativo delle norme tributarie” (cfr. risoluzione 8 marzo 2007, n. 37/E). Pertanto, nel presupposto che in base a quanto rappresentato nell’istanza l’Azienda istante soddisfi le condizioni necessarie per essere qualificata società “in house”, si ritiene che, la stessa rientri nell’ambito di applicazione dei citati articoli 14, comma 1-septies e 16 comma 1-sexies.1.

Per quanto concerne il requisito sub b), in considerazione della circostanza per cui le menzionate disposizioni normative assumono chiaramente natura agevolativa, non è consentito operare in via interpretativa alcuna estensione dell’ambito applicativo.

Sulla base del tenore letterale delle sopra citate disposizioni normative, quindi, le detrazioni fiscali sono fruibili dall’istante per interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia realizzati esclusivamente su immobili (di proprietà dell’Ente istante, o gestiti per conto dei comuni) adibiti ad “edilizia residenziale pubblica”.

In proposito si osserva, inoltre, che l’“edilizia residenziale sociale” – ERS – nasce con una finalità diversa rispetto all’“edilizia residenziale pubblica” - ERP. Essa risponde, infatti, ad un progetto più ampio volto a garantire benessere abitativo e integrazione sociale, prevedendo che in un unico complesso vi siano oltre agli alloggi popolari che rispondono alle politiche di un ente pubblico e alloggi privati, i servizi necessari al soddisfacimento delle esigenze primarie e, inoltre, che la selezione degli abitanti avvenga in modo da creare una comunità variegata composta da una quota di giovani, single, anziani, coppie, disabili.

Per quanto concerne l’ulteriore quesito posto dall’istante, circa la fruizione delle detrazioni di cui all’articolo 16, comma 1-bis del D.L. n. 63 del 2013 (cd. sisma bonus) in relazione agli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico sugli altri fabbricati locati a terzi, si osserva quanto segue.

Il citato articolo 16 al comma 1-sexies.1, per le società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituite e operanti alla data del 31 dicembre 2013, ha individuato espressamente l’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione prevista per gli interventi di ristrutturazione da essi posti in essere. In particolare, ha stabilito che l’agevolazione riguarda gli “immobili di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica”.

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