Un crowdfunding civico per mettere l’architettura a servizio della collettività e portare “le periferie al centro”

All’interno del Maxxi di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, è stato lanciato un crowdfunding civico per mettere l’architettura a servizio della collettività e portare “le periferie al centro”. Proprio nel cuore del polo dedicato all’arte contemporanea progettato dall’architetto Zaha Hadid ha preso vita un’iniziativa il cui obiettivo è realizzare cinque dispositivi mobili, frutto di un lavoro congiunto tra cinque studi italiani e cinque associazioni, che mirano a diventare presidio per l’educazione alla convivenza e alla cittadinanza attiva. L’operazione si chiama “Taking Care – Periferie in azione” ed è nata dalla proposta presentata al Padiglione Italia alla 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, “Taking Care – Progettare per il bene comune”.

I cinque dispositivi mobili

Ci sarà un centro per l’accesso alla cultura, uno per l’accesso alla salute, un presidio per il monitoraggio e il miglioramento delle condizioni ambientali, uno per il recupero ad uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata e un centro per l’intergrazione sociale tramite lo sport. La realizzazione delle unità mobili verrà finanziata tramite un crowdfunding civico (un servizio di Banca popolare etica) e, una volta donati alle associazioni a fine mostra, i mezzi saranno trasferiti sul campo, dove eserciteranno le funzioni per cui sono stati pensati.

Le associazioni e i progettisti

Le associazioni coinvolte sono Aib – Associazione italiana biblioteche, Emergency ong onlus, Legambiente onlus, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Altereco Coop Soc, Uisp – Unione italiana sport per tutti. Queste associazioni collaborano rispettivamente con Alterstudio Partners, Matilde Cassani, Arcò, Antonio Scarponi/Conceptual Devices e Nowa.

La cifra

La cifra necessaria per dare vita al progetto “Taking Care – Periferie in azione” è di 360.000 euro. Con questa somma diventa possibile portare a termine la realizzazione dei cinque dispositivi e si garantisce la loro operatività nelle periferie italiane per il primo biennio. La durata della campagna è di sei mesi a partire dai giorni dell’inaugurazione della Biennale di Venezia fino alla sua chiusura.

Il progetto

Nel presentare l’iniziativa Federica Galloni, direttore generale Dgaap e Commissario Padiglione Italia, ha affermato: “Il ruolo che l’architettura ha in questa operazione è un ruolo moderno. Abbiamo dato all’architettura il valore sociale che dà corpo a ciò che serve in questo momento storico. I dispositivi mobili costituiranno un’inversione di tendenza: sarà la centralità che si sposta verso le periferie”.

Raul Pantaleo, TAMassociati team curatoriale del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2016, ha poi spiegato: “Il progetto ‘Periferie in azione’ è nato con l’obiettivo di riflettere sulle periferie del futuro e su come l’architettura può essere utilizzata nelle periferie del futuro. Il cuore del progetto è mettere in atto un’azione concreta su quelle che sono le criticità delle periferie. Abbiamo così pensato di coinvolgere cinque grandi associazioni e di metterle a confronto con cinque progettisti”.

Pantaleo ha quindi aggiunto: “Vogliamo mostrare in che modo l’architettura può fare la differenza. L’idea è quella di realizzare cinque dispositivi mobili in grado di raggiungere le periferie e per tagliare questo traguardo lanciamo il crowdfunding civico. Per l’Italia i 360.000 euro richiesti rappresentano una cifra importante”.

Giovanna Melandri, presidente Fondazione Maxxi, ha poi fatto sapere che sul sito e sui social del Maxxi ci sarà un aposito bottone proprio per concorrere al crowdfunding.

I dispositivi mobili

Cultura – BiblioHub. Veicolo di diffusione di cultura, informazione e socialità, che sosterrà per alcuni mesi nelle aree più periferiche, al servizio delle biblioteche. Punto di prestito di libri ed e-book, internet, bookcrossing e hotpot wi-fi. Laboratorio ludico-didattico per bambini e luogo di incontro. Presidio e strumento di partecipazione, di inclusione e coesione sociale. Prima tappa: Milano (Famagosta, quartiere Barona, periferia sud della città).

Salute – Articolo 10. E’ una struttura che offre assistenza sanitaria di base attraverso l’associazione Emergency. Il dispositivo accoglie un ambulatorio di base al suo interno e una sala d’aspetto, protetta e ombreggiata, all’esterno. Prima tappa: Napoli (quartiere Ponticelli).

Ambiente – Uma (Unità di monitoraggio ambientale). La struttura si configura come un laboratorio mobile in grado di rilevare, valutare e comunicare le condizioni ambientali di uno specifico luogo. Prima tappa: Roma (quartiere Casilino, Parco di Villa De Santis).

Legalità – Campo Libero. E’ un presidio territoriale mobile progettato per l’associazione Libera e finalizzato alla riattivazione dei territori confiscati alle mafie. Progettato per accogliere le funzioni di denuncia e di formazione di volontari sul campo. Prima tappa: Cerignola.

Sport – To Moves. E’ un dispositivo per la promozione dello sport di cittadinanza nelle periferie urbane. E’ in grado di assumere configurazioni diverse grazie alla sua adattabilità che, in relazione alle sue posizioni, può approfittare delle specificità di ogni luogo. Prima tappa: Torino (Parco Dora).

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